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Strategie per il GMAT® più consigliate e Domande più comuni sul GMAT®

Cosa vuol dire GMAT CAT ? ( Computer Adaptive Test)

Il GMAT® è un CAT ossia un "computer adaptive test". Questo significa che il computer usa un complicato algoritmo per stabilire il livello di difficoltà delle domande da sottoporvi. Infatti, le prime domande che troverete sono più "facili"-ossia quelle a cui la maggior parte della massa di studenti che hanno fatto il GMAT® prima di voi ha risposto in modo corretto. Mano a mano che risponderete-correttamente-, il livello di difficoltà si alzerà e il computer vi proporrà domande sempre più difficili-ossia quelle a cui la maggior parte degli studenti ha risposto erroneamente. Cercate quindi di rispondere bene almeno alle prime 10-12 domande. Così, vi assesterete su un buon livello di difficoltà, e se continuate a rispondere correttamente, anche se sbagliate le ultime domande il vostro punteggio GMAT® ormai consolidato non sarà scalfito. In sintesi, un punteggio alto viene ottenuto sia dal valore delle domande a cui rispondete, sia  dal numero di risposte corrette. Il livello di difficoltà tra una domanda e l'altra varia molto all'inizio cioè rispondendo correttamente a una domanda, la successiva sarà notevolmente più difficile, poi il sistema si assesta su un determinato livello. Per esempio: una risposta corretta alla domanda no 1 mi dà + 50 punti, una risposta corretta alla domanda no. 2 mi dà + 40 punti, ma una risposta corretta alle penultima domanda mi da solo + 10 punti. Quindi se sbaglio le ultime tre domande, il mio punteggio non sarà scalfito in modo significativo.

Se non so la risposta che faccio, tiro ad indovinare?

Premettendo che l'esame vi penalizza se non rispondete a una domanda o non terrminate una sezione, come strategia generale per il GMAT® consigliamo prima di tutto di imparare bene a gestire l'affaticamento e lo stress da performance con molte simulazioni a computer da eseguirsi prima di affrontare il GMAT®. E' difficile mantenere lo stesso livello di concentrazione per quasi quattro ore di fila dunque dovreste cercare di ottimizzare la vostra performance sul numero più alto di domande: il vostro punteggio dipende da tre fattori combinati: il numero di domande a cui rispondete, quante di queste sono corrette e il loro livello di difficoltà.
Se arrivate senza grossi problemi alla fine della sezione verbale del GMAT® test e vi accorgete che il tempo sta per scadere, ma avete ancora 3 o 4 domande a cui rispondere, se sparate a caso e sbagliate il punteggio raggiunto non sarà toccato in modo significativo (da uno studio del GMAC del 2009). Dunque probabilmente sarà meglio concentrarsi sulle domande che riuscite a fare e rispondere a caso alle ultime due o tre se vi trovate a non avere più tempo
Se invece arrivate senza problemi alla fine della sezione quantitativa del GMAT® la strategia dipende dalle vostre effettive capacità matematiche. Conoscendo voi stessi saprete certamente se i numeri vi hanno sempre creato un pò di ansia...o se invece vi considerate un matematico. Nel primo caso, seguite la strategia consigliata per il GMAT® verbale e tirate a indovinare le domande se siete a fine test, concentrandovi su una a cui avete più probabilità di rispondere correttamente. Nel secondo caso, non saltate la risposta, tanto probabilmente siete già arrivati a un punteggio alto, vale la pena provarci e sparare a caso. Il punteggio non sarà danneggiato (studio GMAC del 2009)

Nel GMAT® è più importante la parte verbale o quantitativa?

Dipende dalle Università a cui state applicando e dal Master/ Dottorato di interesse. Alcune università guardano di più il verbale perchè lo considerano una uteriore prova delle competenze linguistiche. Sostenere con profitto il TOEFL® o ottenere un punteggio IELTS® alto a volte non è abbastanza per alcune università. (Erasmus, Uni Rotterdam). Altre Università considerano il punteggio intero, altre ancora guardano soprattutto il quantitativo specialmente se dovete sostenere il GMAT® per un Master in Finance o per alcuni MBA molto quantitativi (INSEAD)

NOTA: Sempre più master offrono il GRE come alternativa al GMAT . Controllate su quali sezioni le università di vostra scelta si concentrano di più-se lo fanno-e scegliete il tipo di esae di conseguenza

Quanto è importante un punteggio GMAT® per l'ammissione all'Università dove voglio andare?

Il punteggio GMAT® è importante, ma non fondamentale. Sono anche altri i fattori che hanno un peso sulle decisioni delle università. Voti, esperienza lavorativa, application letters, personal statements, colloquio motivazionale, competenze linguistiche ed età sono fattori importanti oltre al punteggio GMAT®. I punteggi medi GMAT® dei candidati ammessi nelle 10 top business schools in USA vanno da 637 a 780. Ci sono casi di candidati MBA con uno score GMAT® di 800 che son o stati rifiutati da prestigiose università USA, e altri che sono stati ammessi con punteggi GMAT® inferiori a 500 . Questi sono casi limite e ovviamente, più la scuola è selettiva, più i punteggi GMAT® saranno considerati. Comunque, gli admissions officers sono alla ricerca di profili specifici, e grazie alla globalizzazione dei programmi MBA, sono molto graditi profili internazionali. Di conseguenza, per un europeo può essere facilitato l'ingresso a un MBA in USA e lo stesso vale per un americano che vuole studiare in Europa